Calcoli biliari: sintomi e rimedi naturali.

La colelitiasi, ovvero la presenza di calcoli biliari, è la malattia più comune a carico della colecisti.

La colecisti (o cistifellea) è un organo posto nel quadrante addominale superiore destro, nella parte inferiore del fegato. È responsabile della concentrazione, dell’immagazzinamento e del rilascio della bile nel tratto gastrointestinale con l’obiettivo di facilitare l’assorbimento dei lipidi e di alcune vitamine.

C’è una buona probabilità che tu o qualcuno che conosci dovrà fare i conti con questa condizione dolorosa ad un certo punto della sua vita. Ci sono alcune cose che potete fare per contribuire ad evitare i calcoli biliari, ma, prima di arrivare a questo, dobbiamo spiegare cosa sono i calcoli biliari.

Calcoli biliari

Che cosa sono i calcoli biliari?

I calcoli biliari sono enzimi cristallizzati, sali biliari e del colesterolo che si possono formare in piccoli ciuffi nella vostra cistifellea. La cistifellea è l’organo che fornisce il fegato di bile, che viene utilizzato per digerire le proteine. Quando calcoli biliari fanno forma, possono venire in una vasta gamma di forme e dimensioni. In realtà, la maggior parte dei calcoli biliari sono in realtà molto piccoli e molti passano inosservati. Questi sono chiamati i calcoli biliari silenziosi.

I calcoli biliari sono essenzialmente di tre tipi: di colesterolopigmentari misti e possono essere presenti nella colecisti, nelle vie biliari o contemporaneamente in entrambe queste strutture anatomiche.

Il processo di formazione dei calcoli è lento ed è stato studiato soprattutto per quanto riguarda i calcoli di colesterolo. Inizialmente si ha un’aumentata concentrazione di Colesterolo nella bile (per anomalie congenite del metabolismo epatico dei grassi endogeni o provenienti dall’alimentazione o per una riduzione degli agenti biliari solubilizzanti il colesterolo), l’aggregazione in nuclei e successivamente in cristalli di colesterolo, che poi sono la base per successivi calcoli.

La colecisti è il punto dove più facilmente possono formarsi calcoli, proprio perché vi è ristagno di bile nel suo interno quando si è a digiuno e vi è il tempo per la nucleazione e la cristallizzazione di una bile più ricca di colesterolo. Se la Colecisti presenta, per patologie intrinseche, uno svuotamento ritardato, lento o inefficace, più facilmente si formano calcoli.

calcoli pigmentari rappresentano una minoranza dei calcoli biliari (circa il 20-25% nei riscontri operatori) e sono così nominati per il loro colore scuro. Sono costituiti da una miscela di colesterolo, fosfato e carbonato di calcio e da un particolare pigmento, la bilirubina. Sono in genere associati a malattie ematologiche croniche capaci di indurre emolisi (distruzione, cioè, dei globuli rossi) e liberazione della emoglobina contenuta all’interno dei globuli rossi, che poi viene degradata a formare bilirubina. Questo tipo di calcoli è più frequente negli anziani e nelle malattie croniche avanzate del fegato.

Quali sono le cause calcoli biliari?

Diversi fattori possono portare allo sviluppo di calcoli biliari, di cui ci sono due tipi: calcoli biliari di colesterolo e calcoli biliari pigmento. I calcoli biliari colesterolo si formano quando il colesterolo non disciolto si raccoglie nella cistifellea e nel dotto biliare che conduce al piccolo intestino. I calcoli biliari pigmento si verificano quando c’è troppa bilirubina (sottoprodotto rosso di rottura dei globuli con la bile) rimane nel condotto della cistifellea o di fiele. Calcoli biliari possono verificarsi anche quando la cistifellea non vuota come spesso dovrebbe. Quando questo accade, bile diventa concentrato e favorisce la cristallizzazione del colesterolo o bilirubina.

Cause della calcolosi biliare

  • L’obesità costituisce un fattore di rischio accertato, soprattutto nelle donne: in questa condizione, genetica o da dieta incongrua, si realizza una aumentata sintesi ed escrezione biliare di colesterolo.
  • Altro fattore di rischio è di certo l’infezione delle vie biliari, importante particolarmente per la genesi dei calcoli pigmentari.
  • L’età può essere considerata anch’essa un fattore di rischio in quanto la prevalenza della calcolosi è nettamente aumentata negli anziani, probabilmente per la maggiore concentrazione di colesterolo nella bile e la ipomobilità della colecisti. Alla luce di questi dati, considerando il progressivo aumento dell’età media della popolazione italiana, è ipotizzabile che la calcolosi biliare sarà destinata a diventare un crescente problema sanitario nei prossimi anni.
  • La gravidanza (soprattutto le gravidanze multiple) determina un ristagno di bile nella colecisti con incompleto svuotamento e facilità alla formazione dei cristalli di colesterolo, precursori dei calcoli. Gravidanza e obesità sono fattori di rischio che si autopotenziano.
  • Anche l’uso dei contraccettivi orali si associa a un aumentato rischio di calcolosi biliare.
  • Infine, i comportamenti alimentari più a rischio per lo sviluppo di calcoli biliari si identificano essenzialmente in una dieta povera di fibre e ricca di colesterolo e trigliceridi.

Altri fattori che aumentano la probabilità di sviluppare calcoli biliari sono:

Diabete
Obesità
Bassi livelli di HDL
Dieta inadeguata
Morbo di Crohn
Malattie del sangue
Rapida perdita di peso
Gravidanza
La storia famigliare

Quali sono i sintomi?

Mentre i calcoli biliari “silenziosi” passano senza incidenti, quelli più grandi possono causare dolore tremendo che dura per ore. Uno dei sintomi più comuni è un dolore in rapida intensificazione sul lato superiore destro dell’addome o addirittura dolore alla spalla destra. In alcuni casi, il dolore può diventare così intenso che non si può né stare fermo e non trovare una posizione comoda.

I sintomi più comuni ci sono:
  • nausea e vomito causati da una cattiva gestione degli acidi e da un accumulo di residui da parte della cistifellea;
  • dolore al quadrante destro dell’addome irradiato alla spalla, alla schiena e al braccio. Questo tipo di fastidio dura intorno ai quindici minuti ma, in casi gravi, può continuare per ore o comparire durante il riposo notturno;
  • indigestione con rigonfiamento dell’addome. In genere i dolori compaiono nel momento in cui lo stomaco si riempie quindi è più facile avvertirli dopo i pasti;
  • mancanza di appetito causata dalla pressione che esercita la cistifellea sullo stomaco;
  • cambiamenti nella colorazione dell’urina che acquisisce una tonalità giallognola o marrone;
  • febbre
  • ittero, nel caso in cui ci sia un accumulo eccessivo di bilirubina che rimanendo nel sangue si insinua nei tessuti del corpo e negli occhi facendo acquisire alla pelle un colorito tendente al giallo;
  • Sonnolenza, calcoli biliari provocano anche stanchezza causata da una cattiva e lenta digestione.

Ridurre il rischio di calcoli biliari

Per aiutare a prevenire la formazione di questi fastidiosi sassolini potrebbe essere utile una dieta opportuna. Alcuni prodotti presenti in natura, infatti, aiutano a evitare l’infiammazione dell’organo della cistifellea.

In primo luogo, non è necessario eliminare in maniera definitiva i grassi dalla dieta perché questi, se assunti in una quantità non eccessiva, aiutano a svuotare la colecisti. Nello specifico i grassi ingeriti non dovrebbero superare la soglia che va dal venti al trentacinque per cento delle calorie totali assunte giornalmente. In particolare è utile sostituire i grassi definiti comuni con quelli identificati come “buoni”, per esempio, l’olio extra vergine di oliva e quelli pieni di omega tre dei quali è ricco il salmone.

Inoltre, sono di grande aiuto le fibre presenti in alimenti come frutta e verdura; anche il calcio svolge un’azione importante per la diminuzione del rischio di comparsa dei calcoli biliari.

Prima di effettuare un trattamento specifico destinato all’eliminazione dei calcoli possono essere effettuati alcuni accorgimenti quotidiani che riguardano essenzialmente la dieta: alcune erbe e piante possono aumentare la produzione di bile e, nello stesso tempo, ridurre l’assorbimento del colesterolo nel fegato. Le piante medicinali come il carciofo, il cardo, la cicoria, il rosmarino, il tarassaco, l’enula, il finocchio, la melanzana, la borragine, l’aloe, l’uva, il limone, le ciliegie, le fragole, la cipolla, la menta piperita, il rabarbaro, il boldo, l’assenzio e l’avena migliorano e favoriscono lo svuotamento della cistifellea.

Cambiare le abitudini alimentari assumendo cibi ricchi di fibre aiutano a migliorare tutte le funzioni digestive. Vanno evitati gli alimenti di origine animale come latticini e uova e va diminuito al massimo l’assunzione di zuccheri semplici. Sarebbe quindi molto utile evitare il consumo di zucchero raffinato, caramelle, gelati, biscotti e ogni tipo di dolce di origine industriale.

Un’altra buona abitudine è quella di utilizzare le versioni integrali di cibi come il pane, il riso e la pasta.

Oltre al cibo solido, la natura offre dei prodotti che possono assumere forma liquida e che riescono a dare alla cistifellea lo sprint giusto per eliminare le sostanze scatenanti i calcoli biliari. I succhi che aiutano in maniera migliore in questo senso sono formati da un mix di ingredienti ricchi di fibra come: carote, sedano, pomodori, ravanello e prezzemolo. Un altro infuso di facile preparazione è la tisana alla menta. Questa pianta, grazie alla sua composizione ricca di oli naturali, ha la capacità di accelerare il flusso dei succhi biliari.

Come specificato prima, anche un dimagrimento troppo esagerato e veloce può comportare la formazione di calcoli biliari. Nel caso in cui si desideri fare una dieta occorre dimagrire non troppo velocemente, al massimo un chilo alla settimana.

Tra i rimedi naturali viene compresa anche l’attività sportiva che permette al corpo di espellere sostanze tossiche, accelera il metabolismo e, diminuendo la presenza di colesterolo, aiuta ad evitare la formazione dei calcoli biliari.

Alimenti e nutrienti per il supporto della colecisti

Alcuni nutrienti possono contribuire a sostenere la vostra cistifellea come un complimento a una dieta sana.

1. Aglio e cipolla

L’aglio e la cipolla sembrano essere in grado non solo di far regredire eventuali calcoli biliari già presenti, ma anche di impedire la formazione di altri.
Lo hanno dimostrato degli esperimenti condotti su topi in cui era stata indotta la formazione di calcoli e a cui è stata in seguito somministrata una dieta ricca di aglio e cipolla, sia cotti che crudi. Ciò avverrebbe grazie alla stimolazione di alcuni enzimi coinvolti nel metabolismo del colesterolo.

2. La vitamina C

Secondo gli studi della dottoressa Leslie e del dottor Ginter, l’integrazione di vitamina C consente una maggior trasformazione di colesterolo in acidi biliari.

Abbassando il livello di colesterolo nel fegato, trasformato appunto in acidi biliari, esso ha minori possibilità di cristallizzarsi e formare calcoli.

In una dieta ricca di vitamina C, come abbiamo avuto modo di vedere, i grassi vengono consumati più rapidamente e non hanno modo di solidificarsi e ossidarsi, creando quegli inconvenienti gravi nella circolazione sanguigna.

3. Succo di limone

Succo di limone aziona la bile e contrasta l’acidità di stomaco. Questo rende molto efficace per abbattere i grassi e colesterolo e aiutare a disintossicare il fegato. Combinando il succo di un fresco limone biologico con un cucchiaio di olio d’oliva è un modo straordinario per stimolare il flusso della bile e contribuire di fermare la cristallizzazione.

4. Fillanto o  Chanca Piedra ( Phyllanthus niruri)

Provata nelle terapie tradizionali provenienti in tutto il mondo, Chanca piedra è utilizzata per promuovere la cistifellea e la salute dei reni. Supporta normale flusso della bile, che aiuta a purificare i dotti biliari.

5. Gravel Root (Eutrochium purpureum)

Eutrochium purpureum, comunemente nota come l’erba Joe-Pye, è un’altra erba che è stata usata per migliaia di anni, meglio conosciuta per le sue proprietà lenitive e altri benefici per la salute, che comprende la capacità di ridurre la formazione dei calcoli biliari .

6. Carciofo

carciofi sono da sempre noti per le loro proprietà digestive poiché promuovono la formazione della bile e per questo motivo sarebbero anche in grado di prevenire e contrastare la formazione dei calcoli biliari.

7. La curcuma

Conosciamo ormai le mille proprietà della curcumina, principio attivo della curcuma. Alcuni studi dimostrano che la curcumina sarebbe in grado di impedire la formazione dei calcoli biliari grazie alla sua azione sul colesterolo.

Avete affrontato mai il dolore dei calcoli biliari? Qual’è stata la vostra strategia? Lascia un commento qui sotto e condividi la tua esperienza con noi.